Yaakov Israel - Legitimacy of Landscape

Verlag Kettler, 2015

“Legitimacy of Landscapedi Yaakov Israel è un’esplorazione visiva dei villaggi arabi, beduini e drusi in Israele / Palestina. Durante il conflitto in corso, questi villaggi si sono trasformati agli occhi di molti ebrei israeliani in simboli dell’altro. Come risultato, questi luoghi stanno perdendo lentamente il loro posto nel lessico visivo che rappresenta questa terra. Seguendo le orme della storia pittorica di immagini realizzate in Terra Santa durante la fine del 19esimo secolo, come quelle di Félix Bonfils e Francis Frith, Yaakov Israel si è avventurato  con il suo banco 8×10″ per documentare i villaggi oggetto di repressione e il paesaggio stratificato, che spesso passano inosservati. Confini fisici ed emotivi in ​​questo paese sono spesso confusi, come confusa e variegata è questa stessa  terra, che è stato suddivisa, assegnata e ri-assegnata a seguito della politica, tra lotte di potere religioso e imperialistico, nel corso degli anni. Nel suo lavoro Yaakov Israel si confronta con il pubblico  ridando  visibilità a questi paesaggi “invisibili”. (Questo progetto è stato realizzato tra il 2002 e il 2015).

Legitimacy of Landscape – Comunicato -

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© Legitimacy of Landscape by Yaakov Israel (Verlag Kettler, 2015)

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“ri-conoscere per immagini significa ricollegare l’immagine (percepita o evocata) di un oggetto ad altre immagini che con esse formano un insieme, come un quadro, è ritrovare i legami di questo oggetto con altri oggetti che possono essere anche dei pensieri o dei sentimenti”.

M. Halbwachs “La memoria collettiva”

Tra il 2002 e il 2015, Yaakov Israel, fotografo di Gerusalemme, ha viaggiato attraverso il suo paese con il banco ottico, prestando particolare attenzione alle questioni sociali e politiche che interessano le aree marginali della sua terra. Come un topografo moderno e un geografo curioso osserva e trascrive la sua storia di un luogo che si rivela tortuoso, complesso e intricato. Nessun segnale di poter finire in fretta, nessuna speranza di trovare una soluzione in tempi brevi. Lo schema mentale dell’autore, il suo modo di vedere,  è una testimonianza della morfologia e delle caratteristiche tipiche di questo paesaggio devastato.

Gianpaolo Arena

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© Legitimacy of Landscape by Yaakov Israel (Verlag Kettler, 2015)

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INTERVISTA con Yaakov Israel

GAPotrebbe raccontarci qualcosa in più su come ha iniziato il suo progetto ‘Legitimacy of Landscape’?

YI – Nel 2002, più o meno un paio di settimane dopo la mia laurea, la mia auto si è fermata sulla Route 443 tra Gerusalemme e Tel Aviv e mi sono ritrovato a piedi, bloccato sul ciglio della strada. Nessuno ha pensato di fermarsi per cercare di aiutarmi e dopo un po’ mi sono reso conto che questo era dovuto al fatto che la maggior parte delle persone stava guardando dritto davanti a sè, gli occhi fissi sulla strada, guidando il più velocemente possibile per andare da una città all’altra e quindi semplicemente non mi vedevano. Tutto questo mi è rimasto in testa per un po’ di tempo anche dopo l’accaduto e mi ha fatto pensare a come le persone guidino quotidianamente su strade simili in Israele e nei territori occupati, ignorando completamente tutto ciò che è intorno a loro, escludendo i villaggi arabi che sono parte di questi paesaggi. Probabilmente perché nella mente di molti questi paesi rappresentano comunque il nemico.
Questi pensieri mi hanno fatto riflettere su quanto del paesaggio intorno a noi passi inosservato e in seguito ho cominciato a chiedermi cosa succede a un paesaggio che perde la sua legittima natura di paesaggio? Esiste ancora? Naturalmente queste non sono domande a cui la fotografia possa dare una risposta, forse sono domande a cui non è proprio possibile rispondere, ma sono stati questi interrogativi che hanno dato vita a questa ricerca e alla fine queste stesse considerazioni hanno dato il nome a tutto il progetto.

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© Legitimacy of Landscape by Yaakov Israel (Verlag Kettler, 2015)

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GACome si è relazionato al paesaggio mentre lavorava al suo progetto?

YI – Volevo dare agli spettatori la sensazione di vedere questi paesaggi da una delle strade che li circondano o che portano a loro. Una delle cose che mi ha impegnato fin dall’inizio è stato come fotografare questi villaggi in modo tale che rappresentassero il modo in cui sono incorporati all’interno del paesaggio. Ho iniziato con un singolo fotogramma, ma ben presto mi sono sentito limitato, perché molti dei villaggi  sono diffusi, sparpagliati sui vari versanti e la singola immagine proprio non poteva trasmettere questa topografia. Subito dopo ho provato a utilizzare due o tre scatti per creare un’immagine panoramica. La larghezza dei panorami variava a seconda della topografia del paese. In questo processo ho dovuto fare una sovrapposizione di circa un terzo delle immagini e, anche se la differenza di tempo tra ogni esposizione era solo di pochi minuti, tempo in cui ho reinquadrato l’immagine, piccoli dettagli cambiavano nella parte in cui avveniva la sovrapposizione. Questo è stato il modo in cui mi sono ritrovato coinvolto nel processo di decostruzione del paesaggio, dividendolo prima e poi ri-assemblandolo sul computer per decidere quale parte dovesse comporre l’immagine finale. Mentre realizzavo le immagini panoramiche sono rimasto sempre più affascinato dallo scomporre il paesaggio e rimontarlo fotograficamente , così ho sperimentato l’idea di fare dei dittici, nei quali ho cercato di affrontare questa decostruzione in un modo differente.

Durante la realizzazione di tutto il progetto ho sentito che in qualche modo il paesaggio stesso mi stava dicendo come relazionarmi con esso.

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© Legitimacy of Landscape by Yaakov Israel (Verlag Kettler, 2015)

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GAHa iniziato questo progetto già con l’idea di realizzare un libro?

YI – Ho iniziato questo lavoro subito dopo essermi laureato alla Scuola d’Arte e pensavo principalmente a come trovare il tempo per fare il mio lavoro in parallelo a tutti gli altri ‘must’ della vita reale, come trovare il modo di guadagnarmi da vivere. Nel contesto del progetto stavo cercando di capire come realizzare le fotografie, in modo che avessero il “look”, quell’immagine che mi interessava e, allo stesso tempo, prendevo anche confidenza con molti altri aspetti pratici che hanno poi contribuito a definire questo intero lavoro. Stavo pensando a come portare avanti il progetto, quali villaggi fotografare, come inquadrare i miei soggetti, quale fosse il momento migliore per scattare ogni immagine, etc. L’idea di fare un libro su questo lavoro è venuto solo anni più tardi, in una fase in cui ho sentito che la serie era vicina alla conclusione e quando mi sono sentito in grado di riflettere in modo approfondito sulla storia che stavo raccontando e le possibili modalità di raccontarla.

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© Legitimacy of Landscape by Yaakov Israel (Verlag Kettler, 2015)

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© Legitimacy of Landscape by Yaakov Israel (Verlag Kettler, 2015)

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GA - Che libro sulla fotografia ci consiglierebbe?

YI – Preferirei consigliare un libro di fotografie, invece che un libro sulla fotografia. Nelle ultime settimane ho apprezzato davvero molto “Imperial Courts” di Dana Lixenberg. Le immagini raccontano la storia di alcune persone che vivono a Imperial Courts, un progetto di edilizia residenziale pubblica che si trova a Los Angeles. Lixenberg ha visitato più volte questo quartiere e i suoi abitanti, fotografando molti membri di questa comunità diverse volte nel corso degli anni, dando vita ad una storia con una profonda dignità che riecheggia  positivamente alcuni lavori iconici del 20° secolo.

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© Legitimacy of Landscape by Yaakov Israel (Verlag Kettler, 2015)

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Yaakov Israel BIO: (1974). Vive e lavora a Gerusalemme. Laureato nel 2002 (B.F.A) con lode presso il Dipartimento di Fotografia dell’Accademia Bezalel di Arte e Design di Gerusalemme. Dal 2004 è docente di fotografia presso alcune delle università, scuole d’arte e di fotografia più importanti d’ Israele. Nel suo lavoro indaga costantemente l’identità di Israele così com’ è percepita attraverso l’architettura, il paesaggio e la variegata popolazione del paese. Ritiene di dover documentare luoghi che sono da un certo punto di vista caratteristici del paesaggio di Israele, ma contemporaneamente invisibili alla maggior parte delle persone. “Come una persona che si interessa a ciò che mi circonda,  torno più e più volte negli stessi luoghi, e questi posti con i loro abitanti sono diventati parte vitale della mia biografia personale”.

Editor: The PhotoBook Museum
Hardcover: 112 pages
Photography: Yaakov Israel
Design & Editorial Concept: Markus Schaden, Yaakov Israel,
Frederic Lezmi, Wolfgang Zurborn, Richard Reisen
Text: Dr. Mark Long
Language: English, Hebrew, Arabic
ISBN: 978-3-86206-508-0
Size: 24×30 cm

yaakovisrael.com

A cura di Gianpaolo Arena

Traduzione a cura di Christian Tognela