Joël Tettamanti - Fotografo, Camerun

“Past, Present and Future”

LS: Ci racconti quali sono le sue maggiori influenze e quali i fotografi che le piacciono particolarmente. Oltra alla fotografia quali sono le opere, gli artisti, i libri, i film che le interessano di più?

JT: Quando ero studente avevo molti riferimenti e influenze. Andando a tantissime mostre d’arte, rimanendo informato sul lavoro degli artisti attuali etc. Al momento, ad essere onesto, cerco di prendere le distanze dagli artisti e dai fotografi. Noto che attualmente è davvero difficile essere “neutrali”, liberi da ogni riferimento culturale. Credo che più il passato si allontana, e più io mi rapporto con i miei lavori più vecchi piuttosto che con gli ultimi. Non so se questo abbia un senso.

 

© Joël Tettamanti from 'Uummannaq - Greenland, 2008'

© Joël Tettamanti from 'Uummannaq - Greenland, 2008'

 

LS: Conduce una particolare ricerca sul territorio mentre sviluppa un progetto? Raccoglie informazioni specifiche su quello che sta per fotografare?

JT: Il territorio, l’identità di un luogo è spesso il punto nodale di tutti gli studi che conduco in giro. Raduno i luoghi, gli oggetti che fotografo e li riporto nel mio studio. La fotografia è un medium che mi consente di portare indietro le cose che sono troppo grandi o impossibili da trasportare. Non raccolgo molti articoli, siti web o informazioni riguardo ad un luogo, una zona o ad un argomento.

 

© Joël Tettamanti from 'Qaqortoq - Greenland, 2004'

© Joël Tettamanti from 'Qaqortoq - Greenland, 2004'

 

LS: Come i suoi progetti evolvono dal momento che inizia a fotografare? Quanto è importante il suo lavoro preparatorio…
JT:
Credo che il mio lavoro sia cambiato poco dagli esordi. La mia tecnica è migliorata, il focus è probabilmente un pò più acuto. Ma il concetto dei miei studi sui luoghi che mi sono prefissato più di tredici anni fa è attualmente ancora lo stesso. La mia evoluzione è stata successivamente così minima che non so se sia leggibile e comprensibile da qualcun altro che non sia io.

LS: Ogni luogo è ricco di significati, memorie e storie particolari. In considerazione del complesso rapporto tra Est e Ovest… Che cosa significa per lei fotografare in Oriente?
JT:
La fotografia è uno di quegli strumenti che automaticamente raccontano qualcosa riguardo al tempo nel senso del PASSATO, del PRESENTE e del FUTURO. L’ Asia è come tutti gli altri continenti un luogo che cambia, evolve, che muta ogni minuto.
Esiste una grande “ricerca” sull’Asia e sulla fotografia. Non so se sia una nuova tendenza in fotografia. Le persone dicono che sia qui che accadono i più importanti cambiamenti, non sono sicuro che siano più forti qui che in qualsiasi altro posto. Il pianeta sta cambiando pelle come è sempre stato prima.

 

© Joël Tettamanti from 'Chittagong - Bangladesh, 2012'

© Joël Tettamanti from 'Chittagong - Bangladesh, 2012'

 

LS: In riferimento al suo progetto ‘Thang Long’ intrapreso in Vietnam… In che modo è nato il progetto?

JT: Sono andato ad Hanoi in Vietnam nel 2006 per il magazine Wallpaper.

LS: In ‘Thang Long’ pare essere interessato alla geografia, in altre parole al paesaggio ed alle sue influenze sugli abitanti. Può commentare?

JT: Thang Long è il nome della vecchia città di Hanoi. Sentivo che fosse un buon titolo per parlare del passato, del presente, del futuro. La Natura era scomparsa e il Paesaggio è l’espressione del mondo globalizzato.

 

© Joël Tettamanti from 'Thang Long - Vietnam, 2007'

© Joël Tettamanti from 'Thang Long - Vietnam, 2007'

© Joël Tettamanti from 'Thang Long - Vietnam, 2007'

 

LS: Come ha scelto i luoghi da fotografare in questa serie e che cosa l’ha spinta a includere le persone in queste immagini? Quali erano le reazioni della gente mentre le ritraeva in Vietnam? Cortesemente ci racconti la loro storia. Che cosa l’ha convinta a fotografarli?

JT: Ho realizzato questa serie di immagini molto tempo fa, quindi non sono così sicuro di ricordare tutti i dettagli sulle persone e sulle loro storie personali. Ma ad essere onesto, non nutro particolari sentimenti sulla gente che fotografo.  Nella mia opinione appartengono al Paesaggio, essi sono lì e io voglio includerli. Io stesso sono parte di esso mentre fotografo.

Da un altro punto di vista, è veramente interessante poter conoscere di più, quali sono i problemi che devono affrontare, le complicazioni, i cambiamenti con cui devono confrontarsi. La politica prende le decisioni, le popolazioni hanno qualcosa a che fare con ciò. Forse potrei accordare il mio lavoro con qualcuno che scriva in futuro, in modo da realizzare un lavoro maggiormente ‘documentario’?

 

© Joël Tettamanti from 'Thang Long - Vietnam, 2007'

© Joël Tettamanti from 'Thang Long - Vietnam, 2007'

 

LS: Quanta importanza attribuisce agli aspetti sociali e politici di quello che produce?

JT: Ci presto molta importanza, ma nello stesso tempo preferisco non essere troppo informato su certe argomentazioni. Voglio rimanere libero e pulito con quello che vedo e osservo.

 

© Joël Tettamanti from 'Thang Long - Vietnam, 2007'

© Joël Tettamanti from 'Thang Long - Vietnam, 2007'

© Joël Tettamanti from 'Thang Long - Vietnam, 2007'

 

LS: Qual è stato il suo photo-book preferito degli ultimi anni?
JT:
Ottima domanda. Non riesco proprio a ricordarmelo

 

© Joël Tettamanti from 'Durg - Ethiopia, 2013'

© Joël Tettamanti from 'Durg - Ethiopia, 2013'

© Joël Tettamanti from 'Durg - Ethiopia, 2013'

 

LS: A cosa sta attualmente lavorando?
JT:
Sono sempre restio a rispondere a questa domanda. E’ molto rilevante delle aspettative di un fotografo, di quello che ci si aspetta da lui, di avere sempre un nuovo progetto etc. Di solito sono contrariato da questa domanda, dato che sono sempre impegnato in moltissimi progetti.

 

www.tettamanti.ch
www.tettamanti.li

Intervista a cura di Gianpaolo Arena

Traduzione a cura di Gianpaolo Arena