Shen Wei 沈 玮 - Fotografo, Cina

“Chinese Sentiment”

 

© Shen Wei 沈 玮 from 'Almost Naked'

 

LS: Ci sono fotografi o movimenti che la hanno influenzata o ispirata? Chi sono i suoi artisti preferiti e perché?

SW: Il lavoro di Diane Arbus mi ha ispirato a divenire fotografo. Ci sono diversi artisti che mi hanno influenzato attraverso i miei studi d’arte – Thomas Eakins, Donald Judd, e Vermeer, giusto per nominarne alcuni. Trovo inoltre molta della mia ispirazione nella vita quotidiana. Amo la musica classica perché mi dà sempre barlumi d’idee.

LS: Lei ha iniziato studiando arti decorative e design. In che modo crede che questi studi abbiano influenzato la sua fotografia? Che cosa le ha fatto preferire la fotografia? Come ha scoperto essere la fotografia il suo mezzo d’espressione preferito?

SW: Prima d’iscrivermi alla scuola d’arte a Shanghai, avevo già frequentato per molti anni dei corsi d’arte. I miei primi studi in Cina, durante la mia adolescenza, si concentrarono sul disegno della figura e sulla pittura di nature morte, seguendo lo stile del realismo sociale russo. Ho poi scoperto di più l’arte europea, vedendo parti e pezzi delle opere di Picasso e di Van Gogh nei libri di storia dell’arte. Infatti, prima di trasferirmi negli Stati Uniti, nel 2000, non conoscevo o non avevo visto nessuno dei capolavori occidentali. Non avevo mai sentito parlare di Andy Warhol, Caravaggio, o di Diane Arbus. Non avevo mai toccato una macchina fotografica (SLR: single lens reflex Camera) fino alla mia prima classe di fotografia a Minneapolis. Dopodiché mi sono completamente innamorato del mezzo.

 

© Shen Wei 沈 玮 from 'Chinese Sentiment'

© Shen Wei 沈 玮 from 'Chinese Sentiment'

 

LS: I suoi progetti si basano sui luoghi o sulle persone che incontra? Come seleziona il luogo o la persona da fotografare? Può spiegare per favore il concetto e i temi nel suo lavoro d’arte e nel suo processo creativo?
SW:
Non credo che i miei progetti si basino solo su un luogo o sulle persone. Dipende in realtà dalla singola immagine in sé. Per esempio, la location è un elemento molto importante in molti dei miei autoritratti mentre nello stesso tempo ho altri autoritratti che sono unicamente focalizzati sull’emozione personale. Chinese Sentiment è certamente un progetto maggiormente basato sulle location, mentre le immagini di ritratti e nature morte danno al progetto una prospettiva più intima. Il processo di selezione del luogo e delle persone è piuttosto spontaneo. A volte la persona giusta semplicemente mi appare nel posto giusto! Mi piace sviluppare i miei progetti con molta pazienza. Ho sempre nuove idee. Le annoto e ci penso su per un periodo di tempo. Proseguo un progetto solo se mi sento davvero appassionato.

 

© Shen Wei 沈 玮 from 'Chinese Sentiment'

© Shen Wei 沈 玮 from 'Chinese Sentiment'

 

LS: La Cina contemporanea sta vivendo una trasformazione complessa e veloce. Le sue immagini trattano il cambiamento epico della Cina, il divario fra passato e presente. Potrebbe raccontarci qualcosa di più sulla creazione del suo libro “Chinese Sentiment”? Come è iniziato il progetto? Quanta importanza rivestono gli aspetti sociali e politici di ciò che espone?
SW:
Ho sempre voluto realizzare un progetto sulla Cina e pensavo a un modo di approcciare la materia che fosse diverso da quello intrapreso da altri fotografi che stanno già fotografando la Cina. È un posto così popolare in cui essere per molti fotografi da tutte le parti del mondo. Molti del lavori al tempo erano incentrati sulle dimensioni e le apparenze di quello sviluppo che era molto visibile ovunque nel Paese. La Cina stava vivendo, e vive tuttora, un continuo e massivo cambiamento e questo certamente interessa molto anche a me. Nonostante ciò, io ero più interessato alle persone e alla vita quotidiana cinese, che non molti fotografi, inclusi quelli cinesi, stavano esplorando a quel tempo. La Cina di oggi è certamente diversa rispetto a quella in cui sono cresciuto. In realtà per me è strano, non familiare e travolgente quanto torno in Cina. Ma allo stesso tempo sento una connessione fortissima. Quello che mi lega alla Cina è il linguaggio, il cibo, il paesaggio e la cultura. Quello che realmente m’interessa della Cina non sono i grattacieli, ma la cultura.

Ho iniziato a viaggiare attorno al Paese nel 2008, fotografando luoghi, vite, e persone mentre attraversavo città dopo città, villaggio dopo villaggio. Dopo essere stato fuori dalla Cina per 8 anni, avrei osservato la Cina da una prospettiva totalmente nuova, non più con l’occhio di una persona del posto, ma nemmeno da straniero. Cose che ero abituato a considerare così comuni nella mia vita, sono diventate un po’ più affascinanti. Ho scoperto dettagli della vita di tutti i giorni a cui non avevo mai prestato attenzione prima. È stata un’esperienza fantastica riscoprire più in profondità la mia storia e la mia cultura.

Fui avvicinato da Charles Lane Press per la pubblicazione di un libro. Erano interessati alla mia serie Almost Naked, finché non gli ho mostrato il mio lavoro cinese tratto dal primo paio di viaggi in Cina. Dopodiché loro hanno deciso di aspettare che io ultimassi il porgetto e poi si è iniziato a lavorare al libro. Il libro fu lanciato nel maggio 2011 con un’esposizione individuale a New York.

 

© Shen Wei 沈 玮 from 'Chinese Sentiment'

 

LS: Il suo lavoro è una combinazione di fotografia di ritratti intimi, nudi, dettagli e paesaggi. Come è arrivato a questi temi nella sua pratica artistica? Quali erano le reazioni della gente che forografava quando era in Cina?

SW: Mi piace osservare le persone. Quando ero bambino guardavo sempre le persone che mi circondavano. Guarderei le persone sull’autobus che leggono un libro, guardo i miei genitori parlare, e guardo mia nonna che siede nel sole e lavora a maglia. Così naturalmente io sono stato trascinato nel ritratto quando ho iniziato a fare fotografie. Dopo aver completato Almost Naked, volevo fare qualcosa di diverso. Chinese Sentiment mi aveva dato una buona ragione per viaggiare e fare nuovi tipi di immagini per me. Sono molto timido e sensibile, così la fotografia mi offre un canale per avvicinarmi alle persone, e spesso questa vicinanza si trasforma in un momento intimo. Anche quando faccio ritratti di nudo di persone cinesi, che è molto spesso una sfida, mi ritrovo sempre a calmare le persone e lentamente costruisco un rapporto di fiducia. Le capacità di comunicazione vengono dall’esperienza ma anche dal mio istinto.

 

© Shen Wei 沈 玮 from 'Almost Naked'

© Shen Wei 沈 玮 from 'Almost Naked'

 

LS: ‘Almost Naked’ è una serie di ritratti che esporano l’identità e la sessualità in America. Può dirci qualcosa del progetto? Come possiamo trovare un link fra l’America, l’area geografica in cui il lavoro è stato eseguito e il suo significato? Quale tipo di ricerca sta portando avanti ora e come è connessa al suo passato?

SW: Ho iniziato il progetto nel 2004, quando ero ancora uno studente universitario. Dopo aver completato il mio Master of Fine Art alla Scuola di Arti Visive nel 2006, ho continuato a lavorare a questo progetto fino al 2008. Ogni ritratto è stato scattato da qualche parte in America. Ho viaggiato in molti stati diversi e cercavo persone che posassero per me dovunque fossi. Molti dei ritratti sono stati fatti a New York, la città in cui vivo. Anche se questo progetto è la mia esplorazione dell’America, io volevo fare ritratti che esprimessero sentimenti universali. Solitamente eseguo i miei ritratti di persone nel loro proprio ambiente. Il mio scopo è catturare un momento delle loro vite. Non deve essere un momento importante, ma uno spicchio delle loro reali emozioni. I miei soggetti provengono da tutti i possibili tipi di background sociale, differenti razze, diverse classi sociali e diverse nazionalità. Essi riflettono realmente la diversità propria dell’America cruciale per questo progetto. Questo progetto mi ha anche aiutato a capire davvero l’America e ad apprezzarla. Ho anche imparato molto su me stesso, lavorando a questo progetto. Questo lavoro mi ha aiutato a pensare liberamente e ad essere sincero con me stesso, e mi ha anche spinto a spezzare la mia stessa gabbia.

 

© Shen Wei 沈 玮 from 'Almost Naked'

 

LS: Come è riuscito a far posare per lei quelle persone? Come le ha conosciute? In base al suo personale sguardo, quali sono le differenze fra un cinese e un americano nei desideri e nelle emozioni?

SW: La maggior parte dei soggetti che hanno posato per me, erano estranei. Li ho approciati in diversi modi – attraverso amici, internet, o direttamente sul posto. Preferisco fotografare i miei soggetti in diversi ambienti con un’atmosfera intima. Instaurare un rapporto di fiducia è un processo psicologico complicato. Dipende dalla personalità del soggetto e dalla chimica che si crea fra lui e me. Uno dei momenti più belli del fare ritratti è quando ci si esplora a vicenda, io e il mio soggetto. La reazione emotiva sorge sempre in maniera spontanea e istintiva durante questo tipo di ricerca.

Tutte le persone che fotografo sono essenzialmente le stesse per me, indipendentemente da dove vengano e dove vivano. I miei soggetti americani sono più aperti e flessibili, mentre quasi tutti i miei soggetti cinesi sono più riservati e cauti.

 

© Shen Wei 沈 玮 from 'I Miss You Already'

© Shen Wei 沈 玮 from 'I Miss You Already'

 

LS: In riferimento al suo lavoro “I Miss You Already”, i suoi autoritratti catturano un senso di solitudine e intimità apprensiva. Attraverso la serie, emerge un senso di isolamento e pervadente malinconia personale. Potrebbe dirci qualcosa in più a riguardo?

SW: Ritengo che isolamento e intimità vadano sempre di pari passo. Sono molto interessato all’esplorazione dell’intimità, ma il concetto d’isolamento dipende dal punto di vista individuale. In alcuni dei miei autoritratti, mi trovo in un ambiente isolato, ma emotivamente mi sento molto libero e aperto.

 

© Shen Wei 沈 玮 from 'I Miss You Already'

© Shen Wei 沈 玮 from 'I Miss You Already'

© Shen Wei 沈 玮 from 'I Miss You Already'

 

LS: Qual è il suo libro fotografico prefetito degli utlimi anni?
SW:
Ce ne sono molti, ma vorrei nominare due dei miei libri preferiti dalla e sulla Cina: Returning to Home della OfPix Foundation e Silvermine, di Thomas Sauvin.

 


www.shenphoto.com

Interview curated by Gianpaolo Arena

Traduzione a cura di Laura Conti