Eva Leitolf - Fotografa, Germania

“Postcards from Europe”

LS: Postcards from Europe”  è un progetto sull’immigrazione, sui suoi effetti sulle società europee e sulle modalità con cui ci relazioniamo ad essa. Ce ne può parlare?

EL: Il rafforzarsi delle restrizioni sull’immigrazione e sull’asilo in Europa negli ultimi decenni ha fatto scaturire molti temi difficili. In Postcards from Europe ho cominciato a esaminare i modi  in cui l’Europa, e nello specifico l’Unione Europea, ha a che fare con i suoi confini esterni e i conflitti interni ad essi associati, mettendo insieme immagini di luoghi e testi accuratamente selezionati sugli eventi che vi hanno avuto luogo. Concepito come un archivio illimitato, questo progetto a lungo termine vuole scavare più a fondo all’interno di quei temi, guardando dietro e oltre il livello delle notizie riferite giorno per giorno e della politica. Il mio lavoro non è incentrato sulla sofferenza delle persone coinvolte, che è già stata ampiamente documentata, ma sul modo in cui la Comunità Europea si relaziona a quella sofferenza, amministra i migranti senza documentazione, e lavora per estendere il controllo dei suoi confini esterni. Dal 2006 questo lavoro mi ha portata in Spagna e nelle exclave spagnole di Melilla e Ceuta in Marocco, ai confini ungheresi con Serbia e Ucraina, ai porti fluviali di Calais e Dover, nell’Italia del sud, e in Grecia.

Eleftherios Venizelos Avenue, Athens, Greece 2011 - In November 2010 a group of Afghan refugees set up camp in front of the Propylaea of the National Technical University of Athens, demanding that their asylum applications be processed. Under the Asylum Law police were unable to enter the university grounds to evict them. After collecting ten thousand signatures, organising a hunger strike and repeatedly taking their demands to the Ministry of Citizen Protection, the demonstrators were promised their applications would be approved by the beginning of March 2011. - Interview with the spokesman of the Afghan group on 29 April 2011

LS: Ha impiegato strategie proprie della fotografia documentaristica. Mi spieghi questa scelta.

EL: Utilizzando strategie della fotografia documentaristica, come anche approcci concettuali, spero di sfidare chi guarda sul piano intellettuale, in modo da non suscitare soltanto una reazione emotiva ai temi sociali e politici. Sono interessata alla tensione che si crea tra ciò che si può vedere e ciò che è lasciato all’immaginazione, visitando siti molto tempo dopo l’evento, ricercando avvenimenti che lasciano piccole tracce sul terreno, o che non ne lasciano affatto. Penso che in un mondo sommerso dalle immagini dei media questa strategia offra spazio per la riflessione.

Ladders, Melilla, Spain 2006 - In autumn 2005, after it became known that the Spanish government intended to strengthen security measures at the Spanish enclave of Melilla, hundreds of migrants came to the border fence every day attempting to scale it with home-made ladders. According to eyewitness reports, the Guardia Civil used stun guns, tear gas, rubber bullets and live ammunition. At least fourteen migrants lost their lives, bleeding to death in the razor-wire of the border fence or shot dead by soldiers – according to the Spanish government from the Moroccan side. A spokesman for the aid organisation Fundación Prodein said he believed that the government had intentionally left the ladders on show to justify its use of force against what it presented as an “unstoppable avalanche of immigrants”. Later the same year, the EU announced it would give Morocco €40 million, largely for policing and border security. - Der Spiegel, 27 September 2005; interview with José Palazón of Fundación Prodein in Melilla on 6 January 2009

LS: Come ha intrapreso la carriera artistica?

EL: Da sedicenne mi innamorai di un ragazzo che aveva una camera oscura nel bagno della casa dei suoi genitori. Vedere l’immagine che saltava fuori sulla stampa in bianco e nero nella vaschetta del bagno di sviluppo fu come una rivelazione, e mi lasciò in uno stato di incredibile euforia. L’intero processo di scattare fotografie e metterle su carta mi sembrò un grande miracolo. In seguito studiai fotografia all’Università GH di Essen con Angela Neuke, una personalità forte e particolare. Insegnava la fotografia come fosse una pratica critica. Con l’ausilio di una borsa di studio e con Alan Sekula come mentore, feci il mio master MFA al California Institute of the Arts nel 1997. Aver partecipato a corsi di impostazione critica con artisti che hanno lavorato in settori completamente diversi fu per me un’esperienza eccezionale e molto produttiva.

Playa de los Lances, Tarifa, Spain 2009- A boat carrying twenty-three undocumented Moroccan immigrants sank at Tarifa in a severe storm on 1 November 1988. The bodies of tenwho drowned were washed up on the beach at Los Lances. Nine remain missing and there were four survivors. A boat with more than thirty people on board sank near Tarifa on 15 September 1997. Six passengers survived, fourteen corpses were foundon Playa de los Lances and an unknown number of people were lost at sea. - El País, 2 November 1988 and 16 September 1997

LS: La fotografia salva le anime?

EL: Se le anime sono in grado di pensare, ci può essere qualche lavoro in giro che le può nutrire.

Railway Halt, Marasia, Greece 2011 - After crossing the Turkish-Greek border in the Evros region, undocumented migrants wait at nearby railway stations to get picked up by Frontex forces. According to human rights organisations, the Greek border police structurally impede the submission of asylum applications, deport migrants straight back to Turkey or detain them in overcrowded reception centres. Eurostat reports that at the end of October 2010 the Greek authorities were holding 54,145 unprocessed asylum applications. About 2 percent of processed applications are accepted. - Human Rights Watch, report of 26 November 2008; Eurostat (as of 31 October 2010)

LS: Il corpus del suo lavoro ha cambiato il modo in cui guarda al mondo, oppure è una sorta di visualizzazione di esso?

EL: Entrambe le cose, credo. Sono interessata nel processo tanto quanto nel risultato. Per me non c’è antagonismo qui. Imparo continuamente, e spero di non smettere: durante le fasi di ricerca approfondita, mentre scatto fotografie, e come avviene adesso mentre lavoro a possibili soluzioni per un’installazione del mio lavoro. Probabilmente una delle forze per me trainanti all’interno del mio lavoro è la necessità che ho di scoprire di più sulle strutture e sui meccanismi delle situazioni e degli sviluppi sociali, come anche di generare modi di comunicazione che coinvolgano l’osservatore nel processo.

Ferry Crossing, Melilla-Almería, Mediterranean 2009 - On 10 January 2009, I made the seven-hour crossing from North Africa to Europe, travelling on the Juan J. Sister from the Spanish enclave of Melilla in Morocco to Almería in Spain. The ticket cost €19.20. According to the Italian organisation Fortress Europe, at least 14,714 migrants died attempting to enter to Europe between 1988 and 2007. Of these, at least 10,740 are believed to have drowned in the Mediterranean and Atlantic en route to Spain. Spain/Morocco trip, January 2009; - Der Spiegel, 7 May 2008; Fortress Europe press release, 10 February 2010

Orange Grove, Rosarno, Italy 2010 - In January 2010 the price obtained by Calabrian fruit-growers for Moro and Navel oranges was five euro cents per kilogram. They pay their mostly illegally employed and undocumented African and Eastern European seasonal workers between €20 and €25 for a day’s work. Depending on the variety and the state of the trees a worker can pick between four and seven hundred kilograms of oranges in a day . Because the doned buildings or plastic shelters, without running water or toilets. On 7 January 2010 local youths with an air pickers returning from work and injured two of them. The ensuing demonstration by migrant workers ended in severe clashes with parts of Accommodation used by seasonal workers was torched and On 9 January 2010, under police protection from jeering onlookers, about eight hundred Africans were bussed out to emergency accommodation in Crotone and Bari. A Season in Hell: MSF Report on the Conditions of Migrants Employed in the Agricultural Sector in Southern Italy, January 2008; tagesschau.de, 10 January 2010; - interviews with orange farmers and seasonal labourers in and around Rosarno, 27-29 January 2010

LS: Qual è il ruolo del paesaggio nelle sue serie?

EL: In Postcards from Europe come pure nel mio ultimo lavoro German Images – Looking for Evidence sono interessata alla città – e ai paesaggi come a una specie di palcoscenico, un luogo per la proiezione. L’assenza di protagonisti e di qualsiasi azione narrativa aiuta ad evocare immagini latenti. I paesaggi deserti combinati ai testi spero che diventino per l’osservatore il punto di partenza per pensare a come il significato prende forma. Se pensi al lavoro di Joy Ross Protest the War, stranamente funziona anche all’inverso: le persone che stanno in piedi immobili sono tutto ciò che vedi, e tuttavia tutte le rappresentazioni latenti della guerra saltano immediatamente fuori. Sicché probabilmente lavorare con i paesaggi è per me uno dei modi possibili per creare dei segnaposti da riempire con l’immaginario che noi tutti ci portiamo appresso. In questo senso ho sempre trovato attraente il lavoro di Eugène Atget, come pure alcuni dipinti paesaggistici di Gustave Courbet come il Paysage de la Gruyère o la Strada di villaggio in inverno, per esempio. In seguito ho iniziato a pensare alla politica nella pittura storica e al ruolo del paesaggio all’interno di questo genere. Spogliarlo del tutto dei suoi ingredienti principali – la rappresentazione emblematica e condensata di un evento “storico” – e considerare avvenimenti apparentemente minori come soggetti “storici”, sembra essere un modo efficace di parlare di come il significato viene generato.

Maize Field, near Záhony, Hungary 2009 - On 25 June 2007 three smugglers and twenty-eight Moldovan citizens were detained in a maize field between Záhony and Zsurk after cros- sing the River Tisza in a line of rubber dinghies and passing the Ukrainian-Hungarian frontier between border stones 356 and 357. According to the police each of the detained persons had paid the smugglers between $1,200 and $1,500. Because they had entered Ukraine legally they were immediately deported back there. - Records of Záhony border post, 25 June 2007

Calle Virgen de Africa, Las Norias, Spain 2009 - On 5 February 2000 a 26-year-old Spanish woman was stabbed to death in Santa María del Aguila, a village of 9,000 inhabitants in Andalu- sia. A mentally ill Moroccan fruit-picker was arrested as a suspect. During the following five days, local people hunted immigrants with guns, attacked their shops, cars and homes, vandalised mosques and prayer rooms and urinated on religious texts. The Red Cross put up tents in the nearby hills to house fleeing migrants. Not until the third day were the police and Guardia Civil ordered to respond. The worst clashes took place in Las Norias, where police used tear gas and rubber bullets against about 300 Spaniards armed with baseball bats, sticks and iron bars. During the unrest 56 people were injured and 22 arrested. The mayor of El Ejido, himself a greenhouse-owner, called for all foreigners without papers to be deported as quickly as possible. The prime minister said that people should not take the law into their own hands and the labour minister proposed promoting the integration of the North African minority. Migrant groups called strikes demanding substantial improvements for workers in the fruit and vegetable sector. During the main harvesting season every day of lost production cost the employers millions of euros. After almost a week, on 12 February, Moroccan migrant organisations, employers, trade unions and representatives of the regional government negotiated an agreement to end the strikes. Promises included compensation and better accommodation. One year later 42 new housing containers with 300 beds had been set up on land owned and controlled by the agribusinesses. The promised bus lines to El Ejido had not been established. Compensation was paid to 232 individuals. To this day there is no collective wage agreement. - El Pais online, no. 1375, 7 February 2000; Manuscript of radio feature on SWR 2, 22 July 2003, 10:05 a.m.; Nicholas Bell, “El Ejido, 10 Jahre danach”, Archipel 180 (March 2010), http://www.forumcivique.org/de/artikel/el-ejido-10-jahre-danach

LS: Progetti futuri?

EL: In questo momento sto lavorando a possibili forme di presentazione di Postcards from Europe. I testi e la loro presentazione sono centrali per il lavoro. Ho intenzione di separare immagine e testo e di lasciare a chi guarda la decisione personale riguardo a quanto accuratamente e in quale ordine voglia esplorare i diversi livelli di significato. All’inizio del 2012 sarò a Roma come stipendiata da Villa Massimo (Accademia tedesca) e trascorrerò un anno intero in una città dove tutti i tipi di storia sembrano essere così tanto presenti.

www.evaleitolf.de

Intervista a cura di Camilla Boemio

Traduzione a cura di Federica Barbon