Kim Boske - Artista, Olanda

“I go walking in your landscape”

LS: Può parlarci della sua relazione con la natura, e in particolar modo con gli alberi? Mi riferisco alle serie “Yakushima “,  ”Mapping”, “Nature”.

KB: La natura ha una relazione particolare con Caos e Ordine. In natura i pattern non sono mai completamente regolari e sembrano non ripetersi mai nello stesso modo. È incredibile come regole matematiche possano descrivere processi i cui risultati sono imprevedibili. La natura è dominante. Possiede una straordinaria quantità di informazioni, strutture e processi. Ha correlazioni con qualsiasi altra cosa. I suoi diversi aspetti mi affascinano continuamente. In “I go walking in your landscape” sto camminando in un parco. Camminare significa scegliere dei percorsi, e senza questo movimento su diversi percorsi il parco non può essere compreso.

 

From "Stories". Copyright © Kim Boske

From "Stories". Copyright © Kim Boske

 

LS: Può parlarci dei concetti di rappresentazione della natura, interpretazione, valore… e del loro utilizzo nei sui lavori?

KB: Ad esempio il punto ti partenza della mia serie “Kanazawa” è il mio interesse nel modo in cui una larga parte del mondo nipponico sperimenti la natura, dove ‘natura’ e ‘cultura’ non sono reciprocamente antitetici. Allo stesso tempo però rappresentano la natura come se fosse una statua. La maggior parte dei giardini giapponesi sono costruiti con grande precisione (e una grande attenzione per i dettagli) dal punto di vista dell’osservatore. L’”esperienza definitiva” di natura riguarda una natura costruita con perfezione. In “Kanazawa” costruisco un’immagine basata sulla mia conoscenza ed esperienza di Kenroku-en, uno dei più bei giardini giapponesi. Il lavoro consiste di cinque foto, ognuna delle quali contiene gli stessi materiali di partenza, nel tentativo di rappresentare bidimensionalmente molteplici prospettive dello stesso luogo in una sintesi complessiva. Qui costruisco “una mappa” del mio viaggio nello spazio e nel tempo lungo la circonferenza di un giardino giapponese.

 

From "Nature". Copyright © Kim Boske

 

LS: Quando nasce una serie? Quale ha dato inizio alla sua ricerca?

KB: Elaboro immagini che consistono di trasizioni, spostamenti, cambiamenti. In questo modo cerco di rendere tangibili le complesse possibilità del “presente”. Ne può risultare un luogo di diversità, ma in quanto tale forma un’unità inequivocabile. Per raggiungere questo traguardo si rende necessario un difficile bilanciamento di delicati equilibri.

 

From "Mapping". Copyright © Kim Boske

 

LS: Lei è olandese. Nella sua storia dell’arte olandese è preponderante la rappresentazione topografica del paesaggio. Ha ereditato qualcosa di tutto ciò?

KB: Non necessariamente, anche se l’effetto pittorico ha giocato un ruolo importante in “Stories”. In questa serie le composizioni floreali assomigliano molto alle nature morte in cui il pittore dipingeva durante tutte le fasi della fioritura, e le includeva nel dipinto finale.

 

From "Mapping". Copyright © Kim Boske

From "Mapping". Copyright © Kim Boske

 

LS: Subisce il fascino del trascorrere del tempo. Ad esempio le sue nature morte sono composte dalla combinazione di diversi scatti dello stesso soggetto, con il variare della luce a giocare un ruolo importante. Ce ne può parlare?

KB: La mia ricerca si rivolge al sistema dell’intreccio Tempo, sia visivamente che concettualmente. Questo “Sistema Temporale” mi intriga con tutte le sue possibili forme. Per me la realtà è un illimitato “luogo di diversità” che si muovono disordinatamente l’una verso l’altra e insieme formano un’entità unitaria. Ciò che mi affascina è la realtà e un modo di rappresentarla più come un “divenire” che un “essere”. Il lavoro di “Series” costituisce l’inizio di questa investigazione – ancora in corso. Fu il mio progetto di tesi nel 2005, una ricerca sulla fusione di diversi momenti del giorno in un’immagine fotografica, dove la fotografia sembra trarre il suo motivo d’esistere nel suo stretto legame con il tempo e viene solitamente considerata la prova ultima di uno specifico momento. Lascio andare l’”attimo” e permetto alle mie idee di formare dei significati stratificati. Faccio questo in “Stories” mostrando il volto complessivo di un luogo connettendo tra loro le caratteristiche di diversi oggetti di quello stesso luogo. Questo crea un nuovo lasso temporale che può essere riconosciuto per la sua aberrazione, o perfezione. Intervengo sul trascorrere del tempo e sulla luce che trasmettono allo spazio nuovi significati concreti. Mi interessa l’interazione tra il trascorrere e il dissolversi del tempo.

 

From "I go walking in your landscape". Copyright © Kim Boske

From "I go walking in your landscape". Copyright © Kim Boske

 

LS: Può parlarci della serie  “I go walking in your landscape”?

KB: In “I go walking in your landscape”, indago come il movimento fisico in tempo e spazio cambia continuamente la nostra prospettiva sul mondo. Abbandonando la prospettiva individuale e riunendo molteplici prospettive in una sola immagine, una nuova realtà a più livelli inizia a esistere. Questo progetto ha avuto luogo in diversi giardini pubblici della città di Amsterdam. È stato fortemente ispirato da questa riflessione:  “Una coscienza incapace di immaginare, sarebbe irrimediabilmente impantanata nel “reale”, incapace di percepire possibilità non realizzate, e quindi qualsiasi vera libertà di pensiero o di scelta. Per immaginare, una coscienza deve essere in grado di porre un oggetto come irreale, inesistente, assente, da qualche altra parte e lo fa sempre da un punto di vista individuale. Tutte le nostre interazioni con il mondo hanno il potenziale di attivare il processo di immaginazione. E poiché il processo  di immaginazione si basa sull’intenzionalità, il mondo non è costituito dal di fuori nella nostra coscienza, ma piuttosto costituiamo il mondo in base alle nostre intenzioni nei suoi confronti.” (Sartre)

 

From "I go walking in your landscape". Copyright © Kim Boske

 

LS: Qual’è secondo lei la sua immagine più iconica?

KB: Lavoro con materiali in continuo divenire e questo crea strette connessioni tra le diverse opere. Nuove relazioni e parallelismi emergono tra i diversi lavori. Per questo motivo è impossibile per me indicare un’immagine particolarmente iconica.

 

www.kimboske.com

Intervista a cura di Camilla Boemio

Traduzione a cura di Claudio Bettio