Verse For Solitude

Persistente, il freddo s’inimicò il chiavistello della porta anteriore. Non era in grado di scuotere un brivido. Il vuoto tra l’amore e il dolore si colmò al suo interno. I fiocchi che si stavano sciogliendo riuscirono, implorando, ad attecchire alla finestra, il dolore incorniciato attorno al cuore di un uomo che non conosceva più. Egli lottò, attimi suggestivi scandivano la caduta delle braci da ogni tronco che si rigirava. Una barba di una lunghezza notevole era cresciuta poiché finché egli trovò questo spazio a casa il suo cuore non poté mai trovare tregua. Basta, e fuori nella neve egli si avventurò per qualcosa di più. Elegante nell’andatura, passi singoli alla volta, un ritmo di turbinii, vene che pompano, e cane ansimante al seguito. Un compagno che il suo cuore ricercò, questa notte portò soltanto il conforto della solitudine. Alla vista di quest’uomo, il rovescio di pioggia del rigido inverno non aveva alcuna rilevanza sulla sua mente piena di crescenti dubbi. E ad ogni modo, una vista curiosa gli fu donata mentre camminava, col leale compagno al suo fianco. Trovò luce tra le tenebre della cieca notte nevosa. Una fiamma che bruciava oltre ciò che il suo cuore potrebbe mai emanare. Un calore, così intenso, che nessuna casa potrebbe contenere, ma soltanto bruciare nell’anima che solo pochi conosceranno mai.

Rachel Wolfe
Verse For Solitude
Landscape Stories, 2010

copyright © Rachel Wolfe, 2010