Rebecca Frasson Essere dell’Acquario

Sono piccoli pesci che hanno cacciato dall’acqua tiepida di un mare che è finito a poco a poco giù dal lavandino, il giorno che qualcuno ha tolto il tappo.Pesci spiaggiati dentro grandi acquari di vetro asciutti, bendati e lasciati ad asciugare sotto luci artificiali. Pesci covati dentro a pance intiepidite fino a che si formeranno i polmoni e resteranno solo i segni delle branchie come ferite sul costato.

Creature marine che devono dimenticare di essere stati pesci e imparare a sopravvivere in un mondo di figli in scatola. Figli nati giusti, conservati in salamoia e poi pescati in tempo.

Pesci che non riusciranno più a nuotare e a mettere la testa sott’acqua. A tenere gli occhi aperti.

Bambini che eviteranno ogni contatto come un contagio. Uomini che resteranno una vita intera a rinchiudersi in acquari asciutti sempre più stretti.

E a riaprire ferite di continuo, come il movimento involontario delle branchie, per riuscire a sopravvivere, prematuri a qualsiasi giorno a venire.

Ecco chi sono quelle bestioline dentro alle incubatrici, Mina.

Rebecca Frasson

Essere dell’Acquario

Landscape Stories, 2011

© Rebecca Frasson – 2011

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