Landscape Stories | Issue 20 | Editoriale

Night

L’intervallo di tempo che corre fra il tramontare e il sorgere del Sole; si contrappone a giorno nel significato ristretto di intervallo di tempo tra l’alba e il tramonto. La durata della notte varia con la latitudine del luogo di osservazione e, in uno stesso luogo, con la declinazione del Sole (cioè con la stagione); all’equatore dura esattamente 12 ore in ogni epoca dell’anno; agli equinozi (21 marzo e 23 settembre) dura ovunque 12 ore; a 75° di latitudine la notte più lunga dura 103 giorni; a 85°, 161 giorni; a 90°, cioè ai poli, 6 mesi.

La concezione della notte presenta in numerose civiltà religiose aspetti contrastanti: da un lato è tranquilla e pacata, illuminata e allietata dalle stelle, dall’altro è oscura e misteriosa, madre del sonno e popolata di figure maligne. Il contrasto si comprende alla luce dell’esperienza arcaica della realtà, per la quale non si dà mai un fenomeno che sia ‘univoco’. Caratteristica quasi universale della posizione dell’uomo arcaico di fronte alla notte è il paventare la possibilità che essa, anziché comportarsi secondo la norma che regola il suo alternarsi con il giorno, vada oltre i suoi limiti, instaurando un regime perenne di tenebre.

Effetto notte:

In cinematografia, tecnica di ripresa (detta anche notte americana) che, con l’impiego di filtri o ricorrendo ad altri accorgimenti nell’esposizione e poi nello sviluppo della pellicola, consente di filmare in piena luce dando l’impressione che la scena si svolga di notte.

In radiogoniometria, errore che si registra nei rilevamenti radiogoniometrici, specialmente al sorgere e al tramontare del sole, a causa della riflessione ionosferica delle onde elettromagnetiche.

Crepuscolo:

Luminosità del cielo a oriente prima del sorgere del Sole e a occidente dopo il tramonto. Il c. mattutino prende propriamente il nome di alba o aurora. Alla luminosità sono congiunti cambiamenti di colore nel cielo, di varia entità e forma, prodotti dalla diffusione e dalla diffrazione dei raggi solari, che attraversano gli strati bassi dell’atmosfera, dove il vapore acqueo e il pulviscolo sono più copiosi. Si distinguono generalmente: un crepuscolo civile (che comincia o finisce quando il Sole è a circa 6° sotto l’orizzonte), durante il quale la visibilità è buona; un crepuscolo astronomico (che comincia o finisce quando il Sole è a circa 18° sotto l’orizzonte), allorché, rispettivamente, compaiono, o scompaiono, le prime, o ultime, luci del giorno.

Fonte: Treccani.it

Landscape Stories 6/2015